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Novità dal mondo finanziario

21 Aprile 2022
Tempo di lettura: 2 min e 30

Se per caso siete ancora in età lavorativa, vi mancano più 20 anni per andare in pensione e sentite dei forti dolori su tutto il corpo, non vi preoccupate la patologia si chiama Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, o come meglio nota a tutti: INPS.

Mi piacrebbe poter fare ironia su tale argomento, ma dal momento che alla mia generazione (e quelle successive) è stato stimato il raggiungimento della pensione a 71 anni, rido a denti stretti e mi rimbocco le maniche per trovare una soluzione alternativa a me e i miei clienti.

La domanda che molti si pongono è: quanto è grave la situazione da 1 a 10? Beh di certo non esiste una risposta univoca su tutti, ma per chi ha iniziato a lavorare da dopo la riforma del 1995 (o pochi anni prima), il sistema contributivo ha, forse, aggiustato i conti, ma di certo non ha favorito le generazioni future. E quindi? Quanto prendo di pensione? Proviamo a fare due calcoli.

Ipotizzate di aver iniziato la vostra attività lavorativa a 25 anni e di andare in pensione a 67 anni. Avete di gran lunga superato quota 100... ma soprattutto avete versato 42 anni di contributi. Che siate a Partita IVA o dipendenti, ipotizziamo che il vostro contributo annuale INPS sia stato di 8.000€, questo significa che moltiplicato per i 42 anni di contributi, in totale avete versato 336.000€. Se il coefficiente di conversione rimane stabile nel tempo (cosa non garantita dallo Stato, perchè ogni 3 anni viene aggiornata e ultimamente il trend è discendente) è di 0,05575. Si moltiplica questo coefficiente, per quanto avete versato e il risultato è di 19.320€... lordi! Posso percepire lo sgomento sui vostri volti mentro leggete la parola "lordi". Purtroppo è così, perchè sulle stesse imposte voi pagherete altre imposte e quindi a conti fatti diventano 14.790€ netti, vale a dire 1.232,50€ mensili. Per chi è a Partita IVA versare 8.000€ di INPS significa fatturare poco più di 42.700€ annui, quindi si passa da un ingresso medio mensile di 2.500€, compreso di imposte pagate, a meno della metà. Sul lavoratore dipendente i calcoli sono più articolati e variano dalle singole posizioni lavorative, tuttavia i numeri non si discostano più di tanto.

Cosa accadrebbe se invece di versare i soldi all'INPS li versassimo in un fondo pensione? Ipotizziamo di versare sempre 8.000€ annui per 42 anni e che la crescita del fondo pensione sia del 2,75% annuo (crescita modesta). Sul fondo pensione si accumulurebbero 625.000€ (arrotondato per difetto). Togliamo dal nostro capitale finale una tassazione del 9% (superati i 35 anni di adesione alla previdenza complementare si sconta una tassazione del 9%). Il nostro montante netto è di 568.750€. Secondo una rosea prospettiva di vita potremmo pensare di vivere fino a 90 anni, quindi 23 anni da quando si inizia a ricevere la pensione. Il risultato sarebbe quello di avere una pensione di 24.728€ annui, ossia più di 2.000€ al mese. Una differenza di oltre 800€. Tutto questo senza considerare il credito di imposta che si matura ogni anno grazie alla deducibilità al 100%. Inoltre, se non si deducono i contrubuti, la tassazione è pari a 0. Quindi la vostra pensione sarebbe di 27.173€ annui, ossia 2.264€ al mese.

L'obiettivo non è quello di sferrare una critica verso un sistema che presenta forti lacune, quanto più di consigliare al lettore di iniziare a curarsi della propria pensione fin da subito, perchè più avanti potrebbe essere troppo tardi.

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Diversi milioni di italiani hanno infatti aderito alla previdenza complementare sottoscrivendo un fondo pensione, voi avete già aperto il vostro?

01 Aprile 2022
Tempo di lettura: 8 min

Uno sguardo sulle grandi economie

Nel seguente documento si farà un focus economico sulle principali macroaree mondiali.

Esse rappresentano più del 70% del Prodotto Interno Lordo globale e i principali mercati finanziari. Ogni giorno si attuano decisioni politiche, economiche e sociali che condizionano l’andamento degli investimenti e i trend di mercato.

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22 Febbraio 2022
Tempo di lettura: 3 min

Se vuoi mettere i soldi da parte un po' alla volta oppure sei intenzionato ad investirli gradualmente, il Piano d'Accumulo (PAC) è la risposta alle tue esigenze. Ma esattamente cos'è e come funziona il Piano d'Accumulo?

Il PAC è una strategia:  ti permette mese dopo mese di accantonare dei soldi in un fondo attivo. Come funziona? Si imposta il tutto in maniera digitale e un giorno di ogni mese i soldi vengono prelevati dal conto e spostati dentro il fondo scelto.

Quali sono i vantaggi che questa strategia comporta?

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02 Febbraio 2022
Tempo di lettura: 1 min

Il Sig. Tizio ha fatto lavori di ristrutturazione in casa per 80.000€. Il suo dubbio è: cedo il credito di imposta oppure lo porto in detrazione? 

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Eugenio Minio Consulente Finanziario
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Eugenio Minio Consulente Finanziario

Qualcosa su di me

La passione per il mondo finanziario e i forti interessi verso gli scenari macroeconomici mi hanno spinto fin da subito a seguire un percorso molto preciso.

La mia carriera universitaria si è conclusa conseguendo una laurea triennale in Economia e Commercio e una laurea magistrale in Finanza Aziendale e Mercati Finanziari.

Ci vogliono vent’anni per costruire una reputazione e cinque minuti per rovinarla. Se pensi a questo, farai le cose in modo diverso.
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Confrontarsi con un professionista del settore comporta sempre diversi vantaggi. Un parere esterno sulle proprie esigenze finanziarie e i sui propri obiettivi potrebbe fornire diverse soluzioni che non si erano prese in considerazione. Per approfondire l’argomento consiglio questa lettura.
Inquadrare il proprio grado di rischio quando ci si approccia ai mercati non è facile. Sicuramente una domanda da porsi è: ipotizzando che i mercati vadano male in un primo momento, quanto tempo sono in grado di reggere un segno negativo? Per aiutarti a scoprire il tuo profilo ho elaborato un questionario che ti permetterà di fare luce sul tuo grado di rischio.
Potenzialmente puoi investire su qualsiasi tema: dall’acqua ai droni, dalla salute alle energie rinnovabili. Hai la possibilità di sposare diverse filosofie, utilizzando la strategia più conforme al tuo profilo. Richiedi una consulenza gratuita per approfondire l’argomento in merito.
Non è necessario disporre di ingenti patrimoni per prendersi cura dei propri risparmi. È solo facendo un passo alla volta che si ottengono i veri risultati. Ci sono diverse strategie che permettono di accumulare capitale nel corso della propria vita e ottenere rendimenti adeguati alle condizioni di mercato. Per approfondire l’argomento in merito vi consiglio di compilare il form per una consulenza gratuita.
L’INPS come sappiamo non dà alcuna certezza in merito al nostro futuro pensionistico. Oggi siamo tenuti a colmare un gap (differenza tra ultimo stipendio ricevuto e prima pensione accreditata) del 28%. Il Fondo pensione è un’ottima risposta a questa problematica. Le agevolazioni fiscali, la garanzia statale e un sistema di accumulo del capitale permettono di rendere più sereno e certo il tuo futuro.
Certamente. Trascorsi due anni dall’adesione al Fondo Pensione il Legislatore mi permette di cambiare la mia posizione previdenziale presso un altro istituto.
Io ho aderito ad un Fondo Pensione. Se domani dovessi venire a meno il capitale accumulato verrebbe erogato agli eredi legittimi. Vi è la possibilità di indicare dei beneficiari diversi dagli eredi legittimi. Il capitale erogato ai beneficiari sconta una tassazione agevolata e non rientra nell’asse ereditario.
Per abbassare la rata del muto bisogna rinegoziare con un’altra banca o con la medesima le condizioni. Il più delle volte avviene tramite surroga. Vi è la possibilità di fare una simulazione online per vedere quali sono le nuove condizioni che si otterrebbero. Per informazioni più precise consiglio sempre di rivolgersi ad uno specialista.
È sempre fortemente consigliato fare un mutuo piuttosto che usare la propria liquidità. I soldi prestati saranno sempre meno costosi dei propri soldi. Ciò che più importante è avere anche una rata del mutuo sostenibile. Per avere maggiori dettagli consiglio di compilare il form per ottenere un confronto in merito.
Le soluzioni principali sono due: o si disinveste oppure si cerca di ottenere liquidità dai propri investimenti grazie ad un fido. Disinvestire è una soluzione rapida, ma potrebbe non essere quella più efficiente o ciò che si desidera fare. Con un fido sui propri investimenti invece si potrebbe ottenere liquidità ad un tasso di interesse inferiore al rendimento del proprio portafoglio. Se questa problematica è il tuo caso, compila il form per prendere appuntamento e avere un rapido riscontro.
Il mercato ci fornisce due strumenti per evitare le imposte di successione: Titoli di Stato e soluzioni assicurative. I Titoli di Stato al momento hanno poca appetibilità, dato lo scarso rendimento che forniscono. Al contrario le soluzioni assicurative permettono di sposare diverse strategie e diverse filosofie, a seconda di quali siano le proprie esigenze finanziarie. Per approfondire consiglio la lettura “come posso evitare di pagare le imposte di successione”.
Se abbiamo delle minusvalenze realizzate nel portafoglio abbiamo la possibilità di recuperarle con alcuni strumenti finanziari (azioni, certificati, ecc.…). Ad esempio, se ho comprato e venduto le azioni Alfa e ho perso 1.000€ e il giorno dopo ho acquistato e venduto le azioni Beta guadagnando 1.500€, quanto guadagno al netto delle imposte? Se non ci fosse regime della compensazione i 1.000€ persi sarebbero irrecuperabili e dovrei pagare il 26% sui 1.500€ di guadagno, quindi otterrei al netto 1.110€. Considerando i 1.000€ di perdita ottengo 110€ di guadagno effettivo.
Con il regime della compensazione invece si applica: 1.500€ - 1.000€. Quindi il mio guadagno è di 500€. Tassato al 26% ottengo 370€ netti. Quindi il mio guadagno effettivo sarà di 370€.
Attenzione! Non tutti i guadagni compensano le minusvalenze! Per maggiori riscontri vi consiglio di compilare il form.